giovedì 15 ottobre 2009

Il declino della Eldorado Emilia...

La via Emilia la Eldorado italiana non è immune dalla crisi anzi....
Marazzi Group (gruppo leader mondiale nella produzione e commercializzazione di piastrelle di ceramica,con 2000 addetti in Italia e 4000 sparsi nel mondo) ha presentato qualche giorno fa alle rappresentanze sindacali un piano di sviluppo e adeguamento dell’assetto industriale e organizzativo delle proprie strutture italiane. Il piano ha l’obiettivo di mantenere la competitività e la leadership del Gruppo Marazzi attraverso un importante piano di investimenti nel distretto ceramico, volto a focalizzare la produzione italiana di piastrelle sull’innovazione tecnologica di processo e prodotto.... Che tradotto in parole povere vuol dire chiusura di due stabilimenti produttivi con relativi 360 posti di lavoro a rischio...
Il caso della Marazzi è solo un esempio di una situazione economica e sociale che caratterizza questo autunno. Le difficoltà si sentono anche in questo Eldorado italiana, la crisi morde la ceramica di Modena, la metalmeccanica di Reggio Emilia, sorprende le multinazionali attorno a Parma come l’americana Spx che vuole chiudere la produzione. C’è il problema dell’industria del vetro e dei Bormioli. La Nestlè qui fa i gelati, ma ha tagliato linee e ritmi: vuole portare la Coppa del Nonno in Polonia dove l’operaio costa 4 euro all’ora. Mancano i soldi alle Terme di Salsomaggiore che dà lavoro a 450 dipendenti diretti e 4500 dell’indotto turistico. Anche la Faram (arredi per ufficio) è rimasta senza liquidità e i dipendenti rischiano il posto, poi c'è la mia TAT ceramiche ed i suoi 112 addetti tutti a spasso,i 56 della ceramica Pioppe,i 500 lavoratori della ceramica Impronta che convivono tutti i mesi con il dubbio di essere retribuiti... Insomma una situazione critica alla faccia di chi dice che siamo in ripresa....
Navigano bene, invece, i colossi della food valley come Barilla e Parmalat (Calisto Tanzi, condannato a dieci anni per lo storico crac, vive nella sua bella villa vicino Collecchio e vuole lanciare un’azienda di merendine...), perchè, dicono gli economisti, l’agroalimentare è anticiclico: anche se c’è la recessione la gente, comunque, deve mangiare...(Bella scoperta...).

Reggio Emilia, Modena, Parma l'Eldorado emiliana, provincie ricche che non hanno mai conosciuto la disoccupazione dal dopoguerra, ora sono pure loro in grave difficoltà (28000 lavoratori in cassa integrazione solo in provincia di Reggio...). Ma la crisi non era passata....? Mai una gioia...Hasta siempre!


PierPrandi

11 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Eppure non si capisce che, se tutto in torno va male, non si può salvare solo il proprio orticello.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Naturalmente "intorno" scritto attaccato. :)
ciao compagno

ALEPH ha detto...

Io non capisco una cosa però : tutta sta gente che resta a spasso, dove cacchio è??? Perchè non protesta? Sappiamo che la chiusura o ridimmensionamento di una fabbrica produce un contestuale impoverimento dell'indotto e via via una serie di fallimenti a catena. Com'è che tutto questo non collassa l'economia facendo 'vedere' concretamente il peso della crisi? Com'è che la gente , che di sicuro tra famigliari e amici sarà almeno in parte a conoscenza di questo disastro, si beve ancora le puttanate televisive sull'ottimismo?
Mi sfugge proprio qualcosa...

il monticiano ha detto...

Pierpra', dovrei fregarmene, non manca poi molto a lasciare la "stecca" agli altri più giovani, ma non ce la faccio.
Quando penso a tutte 'ste persone che stanno a spasso mi chiedo: ma che cazzarola stanno facendo chi ci sta malgovernando?

Faber ha detto...

si nascondono perchè questa società e costruita alla rovescia , tutto qua.

Matteo ha detto...

Siamo l'unico paese in cui c'è un governo che nega l'esistenza della crisi. La crisi è passata, dicono, prima dicevano che doveva ancora arrivare, adesso che è già passata. In Italia la crisi dura cinque secondi.

il Russo ha detto...

Più che di via Emilia mi sembra si possa parlare tranquillamente di (selvaggio) west: possibile che non esistano sceriffi in grado di fermare questo scempio?

Pierprandi ha detto...

@Russo Ma quali scerffi...Qui ci sono solo le "donnine allegre" del saloon...:)

Pierprandi ha detto...

@SoL Marco l'abiltà degli imprenditori negli ultimi vent'anni è stata proprio quella di dividere i lavoratori, portandoli a pensare solo al proprio orticello con contratti ad personam al posto di quelli collettivi.

@Aleph Credo abbia azzeccato il problema Faber (per lo meno da queste parti ma credo valga anche per il resto d'Italia...), la gente è stata portata a vergognarsi di essere disoccupati..Quindi se ne guarda bene dal manifestare, pena l'essere etichettati come falliti... Insomma oltre al danno la beffa..A presto

Pierprandi ha detto...

@Il Monticiano Aldo ma quale malgoverno...? Sentivo poco fa il Berlisca dire che "è una brava persona"....Un abbraccio

@Faber Concordo questo è uno dei tanti problemi di una società in declino...Andom mel..

@Matteo Dovremmo comincia a ignorare le cazzate che dice questo governo... Hasta la vista!

riccardo uccheddu ha detto...

Caro Pier, come ti capisco: da noi, in Sardegna, hanno distrutto un sacco di fabbriche indotto compreso.
Quel poco che è rimasto, chiuderà a breve.
L'agricoltura, l'artigianato e la pesca, ko.
Le scuole... non parliamone; in teoria, dovrei essere un insegnante.
Ma quel che mi preoccupa in un certo anche di più, è che la crisi sia arrivata anche in EMILIA, che noi del sud e del centrosud consideravamo fuori da qualsiasi rischio-crisi...
La crisi esiste, altro che fatto o questione "psicologica"!
Preoccupante l'analogia col 1° dopoguerra, quando facevano della fame e della disoccupazione un fatto "psicologico" già i capitalisti appunto di quell'epoca...
C'è un articolo di Gramsci che cito spesso, a proposito di questa assurda psicologia della crisi, in cui il grande intellettuale e rivoluzionario lanciava certi strali...
A presto e...
NO PASARAN!

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