La via Emilia la Eldorado italiana non è immune dalla crisi anzi....Marazzi Group (gruppo leader mondiale nella produzione e commercializzazione di piastrelle di ceramica,con 2000 addetti in Italia e 4000 sparsi nel mondo) ha presentato qualche giorno fa alle rappresentanze sindacali un piano di sviluppo e adeguamento dell’assetto industriale e organizzativo delle proprie strutture italiane. Il piano ha l’obiettivo di mantenere la competitività e la leadership del Gruppo Marazzi attraverso un importante piano di investimenti nel distretto ceramico, volto a focalizzare la produzione italiana di piastrelle sull’innovazione tecnologica di processo e prodotto.... Che tradotto in parole povere vuol dire chiusura di due stabilimenti produttivi con relativi 360 posti di lavoro a rischio...
Il caso della Marazzi è solo un esempio di una situazione economica e sociale che caratterizza questo autunno. Le difficoltà si sentono anche in questo Eldorado italiana, la crisi morde la ceramica di Modena, la metalmeccanica di Reggio Emilia, sorprende le multinazionali attorno a Parma come l’americana Spx che vuole chiudere la produzione. C’è il problema dell’industria del vetro e dei Bormioli. La Nestlè qui fa i gelati, ma ha tagliato linee e ritmi: vuole portare la Coppa del Nonno in Polonia dove l’operaio costa 4 euro all’ora. Mancano i soldi alle Terme di Salsomaggiore che dà lavoro a 450 dipendenti diretti e 4500 dell’indotto turistico. Anche la Faram (arredi per ufficio) è rimasta senza liquidità e i dipendenti rischiano il posto, poi c'è la mia TAT ceramiche ed i suoi 112 addetti tutti a spasso,i 56 della ceramica Pioppe,i 500 lavoratori della ceramica Impronta che convivono tutti i mesi con il dubbio di essere retribuiti... Insomma una situazione critica alla faccia di chi dice che siamo in ripresa....
Navigano bene, invece, i colossi della food valley come Barilla e Parmalat (Calisto Tanzi, condannato a dieci anni per lo storico crac, vive nella sua bella villa vicino Collecchio e vuole lanciare un’azienda di merendine...), perchè, dicono gli economisti, l’agroalimentare è anticiclico: anche se c’è la recessione la gente, comunque, deve mangiare...(Bella scoperta...).
Reggio Emilia, Modena, Parma l'Eldorado emiliana, provincie ricche che non hanno mai conosciuto la disoccupazione dal dopoguerra, ora sono pure loro in grave difficoltà (28000 lavoratori in cassa integrazione solo in provincia di Reggio...). Ma la crisi non era passata....? Mai una gioia...Hasta siempre!
PierPrandi